giovedì 19 luglio 2007
L'ANTENNA
Era un esile fiore, dal gambo lungo e sottile. Aveva pochi petali, dai colori sgargianti.Sopra di lui le nuvole componevano figure imprecise e impalpabili, che si facevano e disfacevano, come i sogni dei bambini.Il vento scuoteva l'aria in mulinelli giocosi, che danzavano con i petali dei fiori, li portavano in alto, mostrando loro il mondo immenso, e li facevano ricadere verso il basso. Le api, eccitate dal profumo del polline, volavano nervose, diffondendo intorno il loro ronzio.Dalla boscaglia veniva il frinire dei grilli, suonando come una protesta al caldo opprimente.L'erba si muoveva in onde armoniche, morbide e avvolgenti, mutando da un verde smeraldo, brillante, ad un verde opaco, fino al giallo.Alzando lo sguardo si vedeva la pianura laggiù, in basso: le case piccole come francobolli, nitide e chiare; si distinguevano le finestre, le porte, i rampicanti aggrappati al colore incrostato dei muri; una vecchietta che usciva da una porticina, gettava il becchime ai polli, accarezzava il cane.L'atmosfera era tersa, nulla sembrava poter interferire in quel perfetto equilibrio.In mezzo a tutto questo, quel fiore esile, dal gambo lungo e sottile, coi petali dai colori sgargianti, si alzava imperioso e forte, indisturbato nella brezza, dritto al cielo come un'antenna, per captare il messaggio dell'universo.
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